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15° Biennale di Architettura di Venezia | Reporting From the Front. p1 | Giardini

  • Giuseppina Grasso Canizzo Venice Architecture Biennale 2016 Inexhibit-02

    Reporting from the Front | 1° parte, la mostra del Padiglione Centrale ai Giardini. Curatore, Alejandro Aravena

    La mostra della 15° Biennale di Architettura 2016 “Reporting From the Front” è suddivisa fra le sedi delle Corderie dell’Arsenale e del Padiglione Centrale dei Giardini.
    In entrambi i casi, la sala di apertura è già una dichiarazione di intenti del curatore, in linea con gli obiettivi di questa biennale: le pareti e il soffitto sono rivestite con materiali (profili di alluminio e cartongesso) recuperati dall’allestimento della biennale d’arte dello scorso anno.

    Lo spazio d’ingresso del padiglione centrale ai giardini è dedicato all’archeologa Maria Reiche, personaggio simbolo di questa Biennale, portata ad esempio di un metodo d’indagine che si basa sulla capacità creativa di risolvere problemi trovando soluzioni in condizioni estreme e in mancanza di grandi mezzi.

    La mostra è impostata in modo classico, senza suddivisioni tematiche, attraverso la presentazione di progetti scelti per fare luce su buoni esempi, accomunati dall’essere stati parte di un processo virtuoso nel quale il lavoro degli architetti è stato uno strumento che ha “fatto la differenza” nel dare risposte capaci di incidere sulla qualità della vita.

    In questa rassegna presentiamo alcuni dei progetti esposti nella sede del Padiglione Centrale dei Giardini,  a nostro parere particolarmente rappresentativi dei temi affrontati in questa Biennale.

    In copertina: particolare dell’installazione di Maria Giuseppina Grasso Cannizzo.

    Sala di Maria Reike. Centinaia di piccole lastre di cartongesso rivestono le pareti  della sala che apre la mostra ai Giardini e all’Arsenale. Sono i materiali recuperati dall’allestimento della Biennale d’Arte del 2015.


    Solano Benitez / Gabinete de Arquitectura in Paraguay

    Gabinete de arquitectura, Teleton, Asuncion, Paraguay, 2010, ricostruzione in scala 1:1 e casseforme

    La struttura realizzata ad Asuncion, foto © Leonardo Finotti 

    I sistemi costruttivi concepiti da Solano Benitez / Gabinete de Arquitectura per il Paraguay permettono la costruzione di strutture anche di grandi dimensioni utilizzando materiali semplici come i mattoni e la  malta e affidandosi manodopera non specializzata. Ad esempio usando i mattoni come nervature di lastre stereometriche fatte a mano.


    Maria Giuseppina Grasso Cannizzo – “Onore perduto”

    I progetti a piccola scala di Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, in Sicilia, sono una forma di “resistenza” alla mediocrità dell’ambiente urbano.


    AND – VAVstudio in Iran

    L’esperienza di VAVstudio in Iran dimostra come a volte le circostanze avverse possano attivare pratiche creative inaspettate. L’embargo imposto dagli Stati Uniti all’IRAN ha incentivato lo sviluppo di processi costruttivi alternativi a quelli usuali, basati su materiali prodotti dall’industria locale, a basso impatto ambientale.


    LAN (Local Architecture Network) in Francia

    79 Collective housing units a Bègles

    Progetto di riqualificazione del Lormont Génicart distict (2009-2015)

    Il lavoro di LAN (Local Architecture Network) in Francia, si concentra sul miglioramento degli standard architettonici dei complessi abitativi delle periferie urbane, sia nei casi di riqualificazione di complessi residenziali esistenti, come è accaduto per il blocco abitativo di Lormont Génicart, sia che si tratti di nuove realizzazioni, come per le unità abitative collettive di Bègles.


    Elton Léniz – Andes’ shadow

    Il progetto per una scuola all’aperto nasce dalla collaborazione tra lo studio Elton Léniz e Caserta Foundation. L’obiettivo è di offrire ai ragazzi cileni la possibilità di studiare e stare insieme, e allo stesso tempo, attraverso il contatto con la natura, di sfuggire all’ambiente aggressivo della metropoli con cui i bambini si confrontano quotidianamente.


    Kasuyo Seijima + Ryue Nishisawa / SANAA lnujima Landscape Project

    Sanaa presenta i progetti di una serie di piccoli padiglioni eterei, concepiti per ridare vita alla piccola isola semi-abbandonata di lInujima, in Giappone, trasformata in un museo diffuso.


    Simon Veléz e Vo Trong Nghia Architects : il linguaggio del bambù

    Simón Veléz Architecture, viste della mostra

    Viste di Vo Trong Nghia: Human, Meditation, Nature

    Lopera dell’architetto colombiano Simón Vélez è incentrata sulle straordinarie qualità del bambù come materiale architettonico e strutturale. Vélez definisce il bambù “acciaio vegetale”. La sua visione, lungi dall’essere vernacolare, è dedicata ad esaltare ed innovare questo materiale, ad esembio combinandolo col calcestruzzo e lottando per aggiornare norme edilizie obsolete in modo da far accettare il bambù come materiale sostenibile adatto anche alla realizzazione di grandi edifici pubblici.

    Per lo studio vietnamita Vo Trong Nghia, l’utilizzo di materiali locali e la ricerca di un linguaggio originale sono un antidoto alla globalizzazione, e una risposta concreta alla necessità di costruire in modo autenticamente sostenibile


    David Chipperfield Architects – Naga site museum, Sudan

    Il progetto di David Chipperfield Architects per il Centro Visitatori del sito archeologico di Naga, in  Sudan, è l’esempio di una architettura essenziale e classica, che non impone se stessa ma si pone come soluzione a una necessità, realizzata in un contesto nel quale le risorse economiche e tecnologiche sono limitate.


    Design Workshop : SA – Enabling Structures, Warwick, Durban

    La collaborazione fra la ONG “Asiye e Tafuleni” (fondata da un ex-poliziotto) e l’architetto Andrew Makin – Designworkshop:SA ha permesso di riqualificare il Warwick Triangle, una delle zone più degradate della città di Durban in Sudafrica. Un cavalcavia, sino a quel momento abbandonato, è diventato la sede di più mercati all’aperto grazie alla realizzazione delle infrastrutture necessarie: scale, passaggi pedonali e ponti.

    Tutte le foto © Inexhibit, 2016. Contattateci per avere il permesso della riproduzione. Grazie.

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